Briciole di Pane - Uscire dai disturbi del comportamento alimentare è possibile

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Le cose cambiano

ragazzina1.jpgCiao a tutti. Il mio vuole essere un messaggio di speranza: le cose cambiano!
Cambiano quando tu sei cambiata, quando hai riflettuto sul tuo passato, quando ti sei creata un progetto per il futuro e quando hai il coraggio di rischiare nel presente.
E non è che tutto vada liscio subito o al primo colpo... ma se lavori nella direzione giusta, cioè dentro di te, prima o poi arrivi ad avere quello che davvero desideri per te.

Un'altra cosa ho pensato: per ricevere bisogna anche saper chiedere.
E imparare a chiedere è una cosa difficilissima per alcune donne, lo so.
Io ho imparato.
Ho imparato a dare di meno e a non dare se non ero davvero convinta di quello che stavo facendo.
Ho imparato a scegliere le persone che davvero volevo accanto, senza pretendere di piacere a tutti.
Ho imparato ad esprimere le mie esigenze e ad arrabbiarmi se non erano prese in considerazione.
Ho imparato a stare da sola, piuttosto che male accompagnata.

Ora non sono immune da errori, ovvio....
anzi, sbaglio spesso e a volte neanche me ne accorgo.
Però sono convinta che la fortuna di adesso non mi sia piovuta dal cielo...
sono convinta di avere contributo affinchè si realizzasse...

Coraggio allora!

Un abbraccio a tutte
ragazze e donne dolcissime

nef29

 

 
Competenze infermieristiche nei DCA

Competenze infermieristiche e mediche avanzate nei DCA

I disturbi del comportamento alimentare ( DCA ) sono un rilevante problema sociale e sanitario, caratterizzate da una serie di convinzioni e comportamenti distorti incentrati su cibo, peso e corpo .

A volte i DCA sono interpretati come un semplice eccesso di vanità, altre come il risultato di traumi infantili, abusi sessuali e non, ecc.

E’stata accresciuta inoltre la sofferenza di queste persone considerandoli in parte o totalmente responsabili della loro sofferenza .

Queste problematiche sono in costante aumento nei paesi industrializzati.
In particolare per l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e le loro varianti subcliniche , i dati epidemiologici a livello internazionale indicano una prevalenza tra le adolescenti e le donne adulte del 1-3% per la bulimia nervosa e dello 0,5%-1 per l’anoressia nervosa, mentre le forme subcliniche, caratterizzate da un minore numero di sintomi rispetto ai due quadri principali , colpiscono il 6-10% dei soggetti di sesso femminile.

L’OMS afferma che le patologie di tipo anoressico e bulimico rappresentano la seconda causa di morte tra gli adolescenti di sesso femminile ( anche se il fenomeno è emergente anche nei soggetti di sesso maschile), dopo gli incidenti stradali.

Ecco la necessità di creare e formare personale competente che permetta di intraprendere e portare a conclusione un percorso terapeutico , che aiuti ad operare un cambiamento a livello profondo, che addestri ad utilizzare le tecniche cognitive nella vita di tutti i giorni, che fornisca la possibilità di sviluppare uno schema di autovalutazione sano attraverso la scoperta di proprie capacità e qualità personali, che accompagni nella vita di tutti i giorni i pazienti e le loro famiglie in un percorso di crescita personale.

E’ vero altresì che non esiste attualmente continuita’ assistenziale , aspetto di cui tanto si parla in contesti accademici e nelle normative di riferimento , ma che poco si realizza nella pratica dell’assistenza che le persone affette da tali patologie ricevono a parte il supporto dello psicologo nella misura di due ore o più circa a settimana.

E’ questo un dato oggettivo verificabile seguendo l’attuale iter terapeutico e dei familiari dei pazienti.
L’analisi dei bisogni formativi , che è stato effettuato con attività di ricerca finalizzata all’acquisizione di dati e informazioni utili, si riferisce, quindi, ad uno stato di mancanza da colmare, insieme alla consapevolezza che il sistema formativo interviene efficacemente sull’acquisizione delle competenze se non si limita alla trasmissione dei contenuti ma sostiene un’azione formativa orientata alla consapevolezza e all’autonomia e capace di strutturare in modo innovativo e flessibile il comportamento professionale.

L’infermiere è una delle persone che ha le competenze generali, tecniche , motivazionali, deontologiche e legislative ,per un risultato efficace ed efficiente che centralizza la persona in tutte le sue angolazioni ( dall’aspetto puramente sanitario con strumenti importanti quali il problem solving , l’empatia e la solidarietà ) facendosi carico anche della continuità assistenziale di cui tali pazienti hanno un enorme bisogno.

Si propone perciò un corso di formazione specifico che vada ad integrare le competenze generali già possedute dal professionista infermiere insieme ai professionisti medici per meglio integrarsi nella cura multidisciplinare , sulla quale tali pazienti devono poter “contare”.

 

su: http://www.perleonlus.it/Progetti/Progetti.asp?id=3

 

 

 
Un tema scomodo

mela.jpgNella vita può succedere a tutti di attraversare un momento difficile e non bisogna vergognarsene.

Soffrire di disturbi alimentari non significa essere deboli ma semplicemente essere una  persona che in quel momento ha un problema.

Non è facile ammetterlo  ma  rappresenta un primo passo verso la guarigione.

Il chiedere aiuto è un atto di coraggio perchè non solo si accetta il fatto di avere un problema ma si vuole guarire.

Anche dopo il percorso tornare alla normalità non è semplice.

A volte si prova vergogna nel dire di aver avuto questo disturbo o di essere stato in un centro per i disturbi alimentari  perché ancora nel 2010 questo tema è considerato  scomodo ed è  di difficile accettazione.

Bisogna comunque  parlarne perché solo cosi possiamo abbattere i pregiudizi e aiutare chi sta male.

Anche se doloroso raccontare la propria esperienza permette di sfogarsi e di far riflettere le altre persone.

Certo la gente ignorante continuerà a esserci ma l’importante è sensibilizzare il più possibile la popolazione.

Quando se ne esce è importante dirsi brava perché si è superato un ostacolo della vita.

Per guarire bisogna imparare ad amarsi.

  

Monica Credaro

 
 
Vittorio Alfieri...

alfieri.jpg"Volli, sempre volli, fortissimamente volli"

Vittorio Alfieri 

Vittorio Alfieri, che era di indole ribelle ma volonterosa, per studiare si faceva legare alla sedia. i risultati direi che sono stati buoni. Io per uscire dal mio dca mi sono obbligata a mangiare. tu riesci a non entrare in bagno?

Chiara Rizzello

 

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