Briciole di Pane - Uscire dai disturbi del comportamento alimentare possibile

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Un nuova declinazione del problema: il BED PDF Stampa E-mail

cucina.jpgdi  Laura Dalla Ragione.

Una fame senza fine: Una nuova declinazione dell’ossessione per il cibo e le forme corporee compare negli anni 90 e dilaga rapidamente, fino a trovare dignità nosografica nell’ultima edizione del DSM-IV come Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder).

Una identità sempre più agganciata all’immagine corporea, un’offerta di cibo esasperata, l’enfatizzazione delle forme corporee e della magrezza, l’aumento dell’incidenza dell’obesità creano i presupposti per questo disturbo, nuovo e insidioso.

La denominazione inglese “Binge Eating Disorder” fu coniato negli anni 50 da Hyman Cohen, un professore di liceo in cura presso Albert Stunkard, psichiatra e studioso di obesità a Yale, per descrivere una modalità di alimentarsi sfrenata ed esagerata.

L’espressione “Binge Eating” nasceva, per analogia, da “binge drinking”, perdere la misura del bere e alzare il gomito, e segnalava la caratteristica peculiare e l’aspetto che maggiormente esprimeva la psicopatologia di questo disturbo: la perdita di controllo e talvolta il vero e proprio stato di “trance” caratteristici delle crisi di abbuffata, così come descritti dagli stessi pazienti.

 

TABELLA 1 - CRITERI DI RICERCA PER ILDISTURBO DIALIMENTAZIONE INCONTROLLATA.
TRATTA DA DSM-IV CRITERI DI DIAGNOSI PER IL DISTURBO DI ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA.

TRATTA DA DSM-IV, DIAGNOSTIC AND STATISTICAL MANUAL OF MENTAL DISORDERS.

A) Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata.

Un episodio di alimentazione incontrollata si caratterizza per la presenza di entrambi i seguenti elementi:

-mangiare, in un periodo definito di tempo (ad es. entro due ore), un quantità di cibo assai superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo di tempo e in circostanze simili;

- sensazione di perdita del controllo nel mangiare durante l’episodio.

B) Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre (o più) dei seguenti sintomi:

- mangiare molto più rapidamente del normale;

- mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;

- mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati;

- mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando;

- sentirsi disgustato verso se stesso, depresso o molto in colpa dopo le abbuffate.

C) È presente marcato disagio riguardo al mangiare incontrollato.

D) Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta, mediamente, almeno per 2 giorni alla settimana in un periodo di 6 mesi.

E) L’alimentazione incontrollata non risulta associata con l’utilizzazione sistematica di comportamenti inappropriati (es. digiuno, vomito, esercizio fisico prolungato, purganti).

La relazione tra obesità e BED appare molto stretta: ben l’8% delle donne in sovrappeso nella popolazione generale soddisfa i criteri per la diagnosi di BED. Questo dato ci segnala che, se obesità e BED non sono sovrapponibili, sicuramente un cattivo rapporto con il cibo e il peso costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di un Disturbo da Alimentazione Incontrollata.

Il Disturbo da Abbuffata Compulsiva colpisce ormai varie fasce di età: osserviamo oggi una sua diffusione anche tra preadolescenti, spesso bambini, dove si accompagna a Disturbi del Comportamento e dell’Umore, Enuresi notturna, attacchi di panico, fobie.

Ma esso può comparire anche in età adulta, dopo i 45 anni, in donne che non avevano mai sofferto prima di Disordini Alimentari, e in questo caso appare soprattutto insieme ad un profonda depressione.

Non vi sono classi sociali o fasce culturali colpite con particolare frequenza: insegnanti, professioniste, operaie, ragazzine e giovani adolescenti si fermano, tornando a casa, per fare scorta di cibi dolci, che poi consumano in solitudine, di nascosto da amici e familiari, con la sensazione di fare qualcosa di sporco, di cui vergognarsi.

Il Disturbo da Abbuffata Compulsiva viene distinto dalla Bulimia solo negli anni 90, e in questa nuova sindrome vengono fatti rientrare tutti i casi in cui i soggetti mettono in atto i tipici comportamenti di abbuffata, ma non usano il vomito autoindotto.

tratto da: IL VASO DI PANDORA Disturbo del Comportamento Alimentare: guida per familiari, amici, insegnanti e pazienti, Pubblicazione a cura di CESVOL, centro servizio per il volontariato Perugia, 2008

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sorelle.jpgNon perdiamo il nostro tempo

a ricordare il passato

o a farci illusioni vane per il futuro.

Il passato serve soltanto

per maturare quelle esperienze

che ci aiutano a prendere

le nostre decisioni al presente.

E il futuro...

il futuro bisogna lasciare che arrivi,

per coglierlo al volo e viverlo intensamente.

Non aggrappiamoci al passato

e non avremo paura del futuro.

E non lasciamoci ingannare dal futuro,

facendo troppi sogni,

che sono l'anticamera della tristezza.

Non sprechiamo la nostra vita

solo per prepararci ad aspettare

una felicità che crediamo arriverà

e che, al momento, ci impedisce di gioire

delle piccole felicità del presente.

Solo il presente esiste

e posso sentirmi felice solo oggi,

o mai più.

Lavorare oggi

o non far nulla per tutta la vita.

Vivere il mio presente

o consumarmi nel veleno dell'amarezza.

Vivere il presente.

CARPE DIEM


Paoloma Zavala

 

 

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