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DCA
Binge eating disorders
Un nuova declinazione del problema: il BED | Un nuova declinazione del problema: il BED |
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Una identità sempre più agganciata all’immagine corporea, un’offerta di cibo esasperata, l’enfatizzazione delle forme corporee e della magrezza, l’aumento dell’incidenza dell’obesità creano i presupposti per questo disturbo, nuovo e insidioso. La denominazione inglese “Binge Eating Disorder” fu coniato negli anni 50 da Hyman Cohen, un professore di liceo in cura presso Albert Stunkard, psichiatra e studioso di obesità a Yale, per descrivere una modalità di alimentarsi sfrenata ed esagerata. L’espressione “Binge Eating” nasceva, per analogia, da “binge drinking”, perdere la misura del bere e alzare il gomito, e segnalava la caratteristica peculiare e l’aspetto che maggiormente esprimeva la psicopatologia di questo disturbo: la perdita di controllo e talvolta il vero e proprio stato di “trance” caratteristici delle crisi di abbuffata, così come descritti dagli stessi pazienti. TABELLA 1 - CRITERI DI RICERCA PER ILDISTURBO DIALIMENTAZIONE INCONTROLLATA. TRATTA DA DSM-IV CRITERI DI DIAGNOSI PER IL DISTURBO DI ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA. TRATTA DA DSM-IV, DIAGNOSTIC AND STATISTICAL MANUAL OF MENTAL DISORDERS. A) Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata. Un episodio di alimentazione incontrollata si caratterizza per la presenza di entrambi i seguenti elementi: -mangiare, in un periodo definito di tempo (ad es. entro due ore), un quantità di cibo assai superiore a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo di tempo e in circostanze simili; - sensazione di perdita del controllo nel mangiare durante l’episodio. B) Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre (o più) dei seguenti sintomi: - mangiare molto più rapidamente del normale; - mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni; - mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati; - mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando; - sentirsi disgustato verso se stesso, depresso o molto in colpa dopo le abbuffate. C) È presente marcato disagio riguardo al mangiare incontrollato. D) Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta, mediamente, almeno per 2 giorni alla settimana in un periodo di 6 mesi. E) L’alimentazione incontrollata non risulta associata con l’utilizzazione sistematica di comportamenti inappropriati (es. digiuno, vomito, esercizio fisico prolungato, purganti).
La relazione tra obesità e BED appare molto stretta: ben l’8% delle donne in sovrappeso nella popolazione generale soddisfa i criteri per la diagnosi di BED. Questo dato ci segnala che, se obesità e BED non sono sovrapponibili, sicuramente un cattivo rapporto con il cibo e il peso costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di un Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Il Disturbo da Abbuffata Compulsiva colpisce ormai varie fasce di età: osserviamo oggi una sua diffusione anche tra preadolescenti, spesso bambini, dove si accompagna a Disturbi del Comportamento e dell’Umore, Enuresi notturna, attacchi di panico, fobie. Ma esso può comparire anche in età adulta, dopo i 45 anni, in donne che non avevano mai sofferto prima di Disordini Alimentari, e in questo caso appare soprattutto insieme ad un profonda depressione. Non vi sono classi sociali o fasce culturali colpite con particolare frequenza: insegnanti, professioniste, operaie, ragazzine e giovani adolescenti si fermano, tornando a casa, per fare scorta di cibi dolci, che poi consumano in solitudine, di nascosto da amici e familiari, con la sensazione di fare qualcosa di sporco, di cui vergognarsi. Il Disturbo da Abbuffata Compulsiva viene distinto dalla Bulimia solo negli anni 90, e in questa nuova sindrome vengono fatti rientrare tutti i casi in cui i soggetti mettono in atto i tipici comportamenti di abbuffata, ma non usano il vomito autoindotto. tratto da: IL VASO DI PANDORA Disturbo del Comportamento Alimentare: guida per familiari, amici, insegnanti e pazienti, Pubblicazione a cura di CESVOL, centro servizio per il volontariato Perugia, 2008
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