Briciole di Pane - Uscire dai disturbi del comportamento alimentare possibile

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Lo sport come fattore di rischio nei DCA PDF Stampa E-mail

danza.jpgdi Laura Dalla Ragione


La relazione esistente tra sport che richiedono un basso peso corporeo (ginnastica artistica e balletto per le donne; atletica leggera e body building per gli uomini) e rischio di sviluppo di disturbi alimentari sembra essere un aspetto rilevante per l’instaurarsi di condotte alimentari non corretteche possono portare allo sviluppo di disturbi alimentari.


Si parla di “sindrome di Barbi”, di “sindrome del palestrato”, queste etichette indicano un preciso stile di vita e una ben definita percezione dell’immagine corporea, e costituiscono dei forti fattori predisponenti lo sviluppo e la modificazione dello stile di vita con regimi alimentari patologici.
Le adolescenti impegnate in attività sportive che richiedono un attento controllo del peso corrono un rischio, quasi doppio rispetto alle coetanee non sportive, di sviluppare comportamenti alimentari sbagliati e poco salutari.


Levatacce all’alba pur di non rinunciare alla corsa quotidiana, drammi e nervosismo se si è costretti a perdere una lezione di aerobica, analisi minuziosa allo specchio per scoprire grammi di troppo. Sono i “drogati di sport”, per lo più maschi, accomunati dalla ricerca della perfezione fisica. L’anoressia è caratterizzata dal rifiuto di mantenere il peso corporeo a un livello compatibile con età e altezza, le modalità per raggiungere questo stadio vanno dalle diete rigidissime, al vomito provocato attivamente, all’uso di diuretici, di lassativi, facendo un attività fisica molto intensa al digiuno.

In una società come la nostra, in cui le diete costituiscono una vera e propria ossessione, come si riconoscono comportamenti malati da quelli semplicemente messi in atto per essere in piena forma? Qual’ è il limite oltre il quale la dieta si trasforma in funesto meccanismo di autodistruzione?

La caratteristica del comportamento anoressico è l’eccesso, non si hanno limiti, il traguardo non esiste, non si arriva mai alla forma “desiderata”, e nell’impegno per realizzare questa forma come “necessità”, non si possiede la lucidità mentale di capire che si sta andando verso la morte, infatti, nonostante le apparenze e i giudizi esterni, i soggetti “sovrastimano” le proprie dimensioni, e diventano addirittura incapaci di riconoscere la gravità delle proprie condizioni fisiche estreme. Si affrontano diete prolungate e rigidissime, l’esercizio e la forma fisica divengono il centro degli interessi dei soggetti ammalati, tanto da influenzarne completamente la vita quotidiana, le attività, le scelte, i rapporti.

Chi soffre di anoressia, tende spesso a isolarsi per sfuggire a situazioni in cui potrebbe esserci il rischio di perdere il controllo. Lo “sport a tutti i costi” può rilevare una forma di bulimia: invece di vomitare per smaltire le abbuffate, si fanno ore di corsa, in parallelo, invece di rifiutare il cibo, si pratica sport in maniera maniacale con il preciso obiettivo di raggiungere modelli di perfezione. La ricerca affannosa di un corpo perfetto “sindrome di Barbie o Ken”, appunto, l’attento controllo del peso e quindi dell’alimentazione, possono in alcuni casi trasformarsi in manie in cui è il cibo che controlla questi soggetti e non l’inverso.


La ragazza che pratica qualsiasi attività sportiva deve considerarsi, ovviamente, come un soggetto sano che presenta un fabbisogno energetico superiore a quello medio di una coetanea che non faccia sport. Chi pratica uno sport, naturalmente, deve trarre le energie che gli servono dalla normale alimentazione, come del resto fanno tutti gli individui sani, ma da questi si differenzia per i consumi proporzionalmente aumentati. Questi assunti ovvi e presumibilmente condivisi da chiunque pratichi un’attività sportiva, sembrano essere messi in discussione dai risultati emersi da alcune ricerche orientate, appunto, ad analizzare la relazione esistente tra disturbi alimentari e attività fisica.


Uno studio condotto dall’università del Minnesota, pubblicato sull’American Journal of Health Promotion, identifica la ginnastica artistica e il balletto come gli sports più pericolosi rispetto allo sviluppo di comportamenti alimentari sbagliati e poco salutari. Per mantenere la linea ci sono ragazze che non esitano a usare farmaci anoressizzanti, lassativi o diuretici, fino ad arrivare a
condotte di eliminazione quali il vomito auto-indotto. Secondo i dati raccolti, le ragazze che fanno sport strettamente legati al peso corporeo, hanno una volta e mezzo in più la propensione a sviluppare comportamenti alimentari sbagliati, rispetto alle loro coetanee. Diventa perciò particolarmente importante che istruttori di palestre, insegnanti di danza, allenatori di diverse discipline siano informati ed attenti ad intercettare i primi segni di tale disagio.

 

tratto da: IL VASO DI PANDORA Disturbo del Comportamento Alimentare: guida per familiari, amici, insegnanti e pazienti, Pubblicazione a cura di CESVOL, centro servizio per il volontariato Perugia, 2008

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Condividere, condividere..dare amore..ignorare per un attimo le proprie necessità e fermarsi a riflettere sulle cose davvero importanti. sull'amore della famiglia che abbiamo vicino. ora per esempio sono lontana dai miei genitori, e maledico tutte le volte che ho rifiutato di condividere con loro cibo,e poi quello che il cibo significava: accettare che siamo diversi, che però l'amore ci accomuna e che cibo nn significa altro che alimento: se ci sono problemi si risolvono quei problemi, nn dobbiamo auto lederci .."

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