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DCA - Bulimia
Scritto da Stefania Cordazzo   
Indice articolo
Convivenza e bulimia
Pagina 2

tratto da Bulimia di Vivere, per gentile concessione dell'autrice. 

Solo una precisazione: quando parlo di convivenza mi riferisco a quella di coppia e non a quella tra genitori e figli (in questo caso le sfumature, secondo me, cambiano ulteriormente!)…mi rivolgo inoltre sempre a quelle persone che, venuta a galla una situazione del genere, non si voltano dall’altra parte facendo finta che non ci sia il problema (perché in molti casi succede anche questo! ed ai conviventi che scelgono questa strada chiedo solo: "ma ci siete o ci fate?"), ma a coloro che, vedendo soffrire chi amano, tentano di agire per arrivare a farlo star bene!

2465215170_cbe1b91492_m.jpgMolto spesso chi sta male, dal momento che si sente accettato, sicuro, protetto, in qualche modo confortato dalla presenza costante di un’altra persona… comincia davvero ad esternare in maniera estremamente positiva o negativa tutta la tensione che accumula dentro se stesso quotidianamente! Da qui può avere inizio il secondo circolo vizioso…quello che coinvolge anche la persona non malata.

Il problema forse più grosso diventa la comunicazione tra chi soffre e chi vive assieme a lui. L’arrivare a capire tutte le sfumature che si celano dietro ai comportamenti che vengono assunti da chi è diventato bulimico è complicato e, spesso, poco intuitivo. Chi è arrivato a trascorrere le giornate tra abbuffate e vomito inevitabilmente affronta il mondo in un modo quasi inconcepibile per chi è "sano". I suoi sentimenti appaiono altalenanti, contrastanti…può passare dal dirti che il suo colore preferito è bianco a dirti che è il nero in 3 secondi netti. Può offendersi anche solo perché hai fatto una mezza smorfia (quindi nemmeno perché hai aperto bocca) e lui l’ha interpretata come un concetto assoluto, un’offesa personale, un fatto imperdonabile. Può passare dal riso al pianto senza neanche accorgersene, è permaloso, irrascibile, aggressivo, intransigente, sensibilissimo, si offende per un nonnulla…oltre a questo ha una memoria d’acciaio per tutte le minime espressioni, parole, azioni, comportamenti, reazioni che hai assunto (volente o nolente) nei suoi confronti ed è pronto a rinfacciarteli in ordine alfabetico nel momento esatto in cui sa che ti fanno andare in bestia …per il semplice fatto che ti vuole pungolare per darti la responsabilità della sua incazzatura. Ti dice che ti vuole bene e un attimo dopo non ti può soffrire, devi sottostare a bacchetta ai suoi sbalzi d’umore ma se non hai le palle vieni considerato "moscio!". Devi ascoltarlo per ore, alla nausea, e se provi a spostare il discorso su di te diventa automaticamente irritato ed insofferente e farà di tutto per riportare la concentrazione su se stesso e, se magari tenterai di interrompere la discussione, non ti rivolgerà più la parola per ore o si abbufferà davanti a te accusandoti di avergli causato un'altra crisi… Devi essere dolce ma devi essere capace di tenergli testa. Devi essere presente ma non rompere le palle, disponibile ma non troppo, insomma ad uso e consumo dei suoi sbalzi d’umore…

Senza contare poi che i bulimici diventano dei calcolatori e dei gran bugiardi.

Calcolatori perché? Non so se molti di voi lo sanno ma, ad esempio, ci sono persone che, pur di non farsi scoprire dopo l’ennesima crisi (e quindi dimostrarvi che sono state brave!)…dopo le abbuffate (nelle quali regolarmente svuotano tutta la dispensa) ed il vomito, vanno a ricomprare esattamente tutto ciò che hanno ingurgitato e lo riposizionano precisamente negli stessi posti occupati dal cibo precedente, con la giusta inclinazione e prospettiva…ma non solo…conoscono alla perfezione i vostri orari, il suono dei vostri passi sulle scale, il tempo che ci mettete per fare una doccia o per andare a comprarvi le sigarette…perché? Perché quei momenti diventano determinanti per abbuffarsi ulteriormente o per svuotare lo stomaco senza dover rendere conto.

Bugiardi perché? Perché, sotto richiesta, se la confessione non verrà spontanea, non ammetteranno mai di aver avuto un’altra crisi, di essere ancora malati, di aver avuto una ricaduta….A meno che non lo facciano per darvi il contentino e non andare oltre! Tenete conto che questa diventa una vera e propria difesa. Si diventa bugiardi perfino con se stessi. A forza di raccontare: "sto meglio", "ho trovato la forza per guarire", "cavolo, riesco a farcela da solo" si arriva a crederci…e si arriva a nascondere la verità perfino a se stessi…perché la verità in certi momenti è inaccettabile.

Tutto o niente, nero o bianco, ti amo o mi fai schifo…sbalzi d’umore continui, ricerca di discussione continua…Chi sta male può passare dall’essere la persona più dolce di questo mondo all’impersonare un’aggressività che non potevate neanche immaginare nel tempo di un amen.



 
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candela.jpg"Il sintomo rappresenta la spia luminosa attraverso la quale noi possiamo ripristinare la propria salute: quando abbiamo spento questa spia, abbiamo anche spento la luce che illumina la strada che porta alla salute e al benessere."

Francesco Lantana

 

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