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Prevenzione
Educazione alimentare
Latte, amore e... | Latte, amore e... |
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| Prevenzione - Educazione alimentare | |||||
| Scritto da Chiara Rizzello | |||||
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Primissima regola: nessuno e’ perfetto, neppure una mamma.
Cosa poter fare quindi per indirizzare un neonato verso un corretto rapporto con il cibo? PRIMO PASSO: Non imputare qualsiasi tipo di pianto a fame: il bimbo potrebbe avere sonno, freddo o caldo, potrebbe essere bagnato. Inoltre bimbi così piccoli possono piangere se si annoiano o se sono al contrario iperstimolati e stanchi di sollecitazioni. Se non sono passate un numero ragionevole di ore dall’ultimo pasto e questo è stato sufficiente (esistono indicazioni di massima abbastanza elastiche ma utili per calcolare entrambi gli aspetti), prima di attaccare il bimbo al seno o al biberon, eseguire queste verifiche: cambiare il pannolone, controllare la temperatura sul retro del collo (mani e piedi spesso sono freddi ma non danno indicazioni corrette) ed eventualmente regolare l’abbigliamento, provare ad addormentare il bimbo se non dorme da qualche ora, provare a proporgli un gioco nuovo (per i neonati è sufficiente un cambiamento di panorama a volte per ridestare l’interesse) o al contrario se ha giocato o è stato esposto a rumori, luci o presenze umane in grande quantità, portarlo in luogo tranquillo e silenzioso. Inoltre ricordatevi sempre che i neonati possono piangere anche "solo" per desiderio di contatto con il corpo materno: non negate loro quest’esperienza e se necessario teneteli attaccati a voi anche molte ore se ciò li rende tranquilli (e ciò vale anche se ad occuparsi del bimbo sono altre figure che in quel momento vicariano quella materna). Ecco quante cose si possono fare prima di somministrare un pasto e sono tutte cariche di amore e cura quanto il latte! Il bambino di cui vi state prendendo cura dovrebbe poter imparare a riconoscere correttamente i segnali di fame e sazietà del proprio corpo, a sentire la sensazione di vuoto e di pieno che si alternano, e il suo cervello captare le variazioni di elementi presenti nel sangue e correlarle agli stimoli esterni. Già a tre settimane, se ben stimolato, un neonato inizia a differenziare le sue modalità di richiesta a seconda del tipo di bisogno.
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