Briciole di Pane - Uscire dai disturbi del comportamento alimentare possibile

NEW! Nella Mappatura nazionale DCA del Ministero ci siamo anche noi!
JA slide show
 
Home arrow Recensioni arrow Libri e articoli arrow Donne che mangiano troppo
Donne che mangiano troppo PDF Stampa E-mail
Recensioni - Libri e articoli
Scritto da Stefania Cordazzo   
Indice articolo
Donne che mangiano troppo
Pagina 2

...il ritratto di Anna, la protagonista della storia di bulimia presentata in questo libro, è ricco di osservazioni che permettono a ciascuno di considerare meglio il proprio rapporto con il cibo. Nel mio lavoro di psicoterapeuta (rivolto in particolar modo alle persone che hanno conflittualità con il cibo), ho potuto rilevare, per esempio, in accordo con l'autrice di Donne che mangiano troppo, quanto la donna bulimica ( ma il problema, senza dubbio e con aspetti diversi, non esclude l'uomo) cerchi il consenso altrui in modo esagerato. Infatti l'immagine di sè che si vuole accreditare presso gli altri rispecchia un modello di ideale "perfezione", di "brava figlia", di "brava moglie", di "brava dipendente", di "brava" in qualsiasi campo sia richiesta la prestazione. Purchè il consenso sia unanime, questo "dover essere" è continuamente messo alla prova rispetto ai propri sentimenti, di per sè trasgressivi, che tuttavia la donna bulimica sa tenere sempre a bada. Ma c'è il rischio continuo che questo consenso, faticosamente raggiunto, vada perduto se ci si lascia andare alla propria "vera natura". Quindi, quanto più il giudizio di sè è negativo, tanto più va ricercata l'approvazione generale, con la speranza che "gli altri" non scoprano il buco nero che sta sotto, e la propria vera o presunta pochezza...

Anche dal punto di vista sessuale c'è la stessa tensione a essere "come tu mi vuoi". La bulimica è una donna che ha una reale difficoltà a dire "no", ma che non sa lasciarsi andare pienamente perchè teme un giudizio negativo, correndo quindi un pericolo anche maggiore: essere abbandonata...La dipendenza dal partner diventa molto forte, nonostante il disagio di cui soffre la bulimica nei confronti di lui. Si instaura in questo modo "l'abitudine eroica" di sopportare ogni angheria, affinchè il temuto abbandono non avvenga mai. Emerge dunque una personalità dipendente sì dal cibo, ma soprattutto dipendente dall'esterno, e dal non sapersi accettare per quel che si è.

"Ma come mai, se oggi ho un forte attacco di 'finta' fame, mezz'ora dopo corro a liberarmi della colpa della mia ingordigia e vomito?" si chiede la bulimica. "Che cosa nasconde questo comportamento irrazionale?". Ancora una volta agisce il bisogno di mantenere tutto sotto controllo, riportando la situazione al punto 'zero', cioè prima del 'misfatto', dell'ingerimento del cibo.

Gli attacchi di fame, dal punto di vista simbolico, hanno varie valenze:"DEVO TAPPARMI LA BOCCA  perchè quello che ho da dire veramente potrebbe essere o risultare aggressivo e distruttivo, quindi minacciare il rapporto che ho in corso". Oppure: "Ho bisogno di colmare il terribile e temibile vuoto che mi porto dentro e che identifico come sintomo di fame anche se so che non è così". E ancora:"Potrebbe servire  a 'placarmi'  in qualche modo sollevandomi momentaneamente dall'ansia di dovermi dare delle ragioni profonde per questo senso di sgomento e di scontentezza di me e degli altri". Un percorso approfondito all'interno della propria storia personale diventa quindi necessario per capire il perchè del fissarsi di comportamenti patologici, di che cosa si cerca di superare o di nascondere a se stessi opponendo ostacoli alla propria autonomia. Forse è la paura. Di trasgredire, di competere, di fallire, di affermarsi...

Come in ogni labirintico processo per raggiungere 'la conoscenza', si indaga dentro di sè, per scoprire e accettare quel che di misterioso abita in noi. Questo migliorerà la tolleranza, la socialità e porterà ad una accettazione vera e più profonda di sè e dell'altro. Il conoscersi ed il riconoscersi consente di sperimentare altre vie di comportamento più adulte e più mature, senza ricorrere a regressioni orali, chiarendo il legame con la nostra parte-bambina. Imparare a convivere con quel vuoto interiore, che prima tanto ci spaventava, diventarà un'opportunità per maturare.

Le guarigioni non riguardano ovviamente solo il superamento del sintomo della bulimia, ma si basano sul mutamento del vivere quotidiano, dei rapporti con gli altri e con noi stessi. Una volta scoperto... che aggrapparsi a una persona e renderla indispensabile, oppure dipendere da un cibo che ci colmi o ci plachi come nella prima infanzia, è SOLO UN ALIBI, si può impostare un altro modello di comportamento, più benefico per sè e per chi si ama.

Commenti
NuovoCerca
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved.



 
< Prec.   Pros. >
E' un punto ormai..

bocca2.jpgGuarire è camminare camminare camminare...sempre più distanti dalla bulimia. è un allontanarsene passo dopo passo, come una formica. Ogni tanto ci si volta indietro e si vede che è più distante di un tempo. Però ahimè si continua a vederla all'orizzonte. Dopo 18 anni, io continuo a vedere l'anoressia lontanissima. è un punto. ma non credo scomparirà mai, perchè fa parte della mia storia. Si è stanchi certamente, si è esausti a volte. Ciò che posso dirti è che preferisco la stanchezza della lotta piuttosto che una quieta disperazione.

 

Autori e scrittori

Hai scritto un libro sui DCA, sulle tematiche educative in generale che possano essere inerenti ai temi di questo spazio e vuoi metterne a conoscenza il pubblico tramite una recensione?

Contattaci per proporcelo! Lo leggeremo e ne parleremo sul sito nell'apposita sezione.

Pubblicit Regresso

Hai visto o sentito una pubblicità
che ritieni offensiva o dannosa?

rocchetta.gif

Segnalala all'Istituto

dell'Autodisciplina Pubblicitaria

La procedura è facile e veloce

leggi la procedura

compila il modulo online

S.o.S. Chiaretta

soschiaretta.png
  • parlare dei temi dell'educazione dalla nascita all'adolescenza
  • cercare le strategie più efficaci per il quotidiano dell'essere genitore
  • scoprire che a volte i "problemi" sono solo fasi normali dello sviluppo
  • imparare ad educarsi all'ascolto della crescita dei nostri figli
  • sapere quando chiedere un parere specialistico

io leggo


Chiama!


 

Più della psicologia stessa,
la sofferenza la sa lunga
in materia di psicologia.
 (Marcel Proust)

Login

Newsletter






logo-piccolo.jpg

Quando curi una persona puoi vincere o perdere, quando ti prendi cura di una persona puoi solo vincere.
(Patch Adams)