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Pro Ana: tra anoressia e filosofia PDF Stampa E-mail
Pro-ana - Lo Studio del fenomeno
Scritto da Agostino Giovannini - ricercatore   
Indice articolo
Pro Ana: tra anoressia e filosofia
Pagina 2

Di grande importanza è il fattore nominativo che viene dato alle contrapposte malattia e filosofia. L'anoressia viene semi-definita con una malattia a tutti gli effetti, mentre il termine Ana riveste una filosofia di vita, che nulla ha a che vedere con uno stato patologico come l’Anoressia. Per quanto all'interno delle discussioni il termine anoressia sia poi in realtà ricorrente come il loro obiettivo ultimo, e solo esso degno di interesse, manifestano, con questo tentativo di opposizioni, un desiderio di non essere etichettate come malate; virando, però, verso una pericolosissima forma di etichettamento, opposto, che vede la formazione di un'identità che non s'identifica più sulla persona, più o meno disagiata, ma sulla condotta anoressica in una sorta di gruppo esclusivo.

Proprio sulla scia di questo vediamo, a conferma, il dilagare di un altro inquietante fenomeno: la compra-vendita dei braccialetti distintivi di Ana. Proprio come se fossero membri di una setta segreta, o di una elite privilegiata, i componenti di questi gruppi hanno adottato un loro segno di riconoscimento che si concretizza in un braccialetto: di colore rosso per definire l'anoressia, e uno blu per definire la bulimia, entrambi composti da una farfallina, ed entrambi da portare sul braccio sinistro e da esibire, nel caso si incontri una persona altrettanto provvista di braccialetto che condivide la stessa filosofia; il tutto, quasi, per potersi così elevare ad adepti della filosofia di Ana.

I forum Pro Ana non sono facilmente reperibili, può essere infatti auspicabile che il miglior modo per poterli trovare, nell'innovativo e virtuale mondo del Web, sia il ben più antico metodo del passa parola. Non deve lasciare perplessi questa situazione: chi frequenta questi siti rifiuta una definizione di "malato" o "malata", e quindi un indirizzo alle terapie, ma cerca di perpetrare e favorire, invece, la definizione di un concetto di identità anoressica: in virtù di ciò avviene che di fronte ad altre persone con lo stesso disturbo esse si possano scambiare consigli su come meglio perpetuare la condotta anche indicando l'esistenza di questi siti Web, e la modalità per reperirli e successivamente aderirvi.

Ed alla fin fine è proprio questo ciò che accade nei forum Pro Anoressia: lo scambiarsi consigli e spalleggiarsi nella malattia. Questi siti Web sono infatti composti da una severa selezione che permette, o nega, l'accesso a chi desideri partecipare; ma una volta dentro, ci troviamo quasi spaesati tra la molteplicità di materiali incentivanti l'anoressia, come classiche foto di modelle scheletriche, e come invece più inquietanti e innovativi documenti, tipo i 10 comandamenti dell'anoressia, il credo Ana, i motivi per non mangiare e anche i consigli su come vomitare meglio (ecc.). Oltre a tutto questo è regola implicita che le molteplici partecipanti (l'utilizzo del termine femminile è quasi d'obbligo, in quanto la presenza maschile in questi siti è in un rapporto dell'1-2%) intavolino discussioni con il preciso obiettivo di sostenersi ed aiutarsi a vicenda, sia nel nascondere al loro mondo socio-famigliare il loro disturbo, sia in una ennesima preoccupante caratteristica dei loro desideri: il passaggio da una condizione di bulimia, a quella che loro definiscono come più elevata, condizione di anoressia.

La nostra preoccupazione verso questi siti, là dove possiamo supporre senza avere allo stato attuale nessuna prova che lo confermi, è che la frequentazione di questi blog o forum da parte di adolescenti che manifestano forme di disagio passeggero, legate anche alla difficile età, possa contribuire ad incentivare in loro una forma di cronicizzazione del disturbo e alla formazione di un’identità personale conseguente a una identità di gruppo di carattere bulimico-anoressico.Possiamo, infatti, annotare come in questi forum non ci sia un preciso limite di età: possono aderire ragazze di 14 anni esattamente come donne di 40 anni, con marito e figli inconsapevoli del loro disagio.Infine, ho rilevato che la rigenerazione di questi siti Web è estremamente veloce, anche dopo la soppressione, così da rendere la repressione una mossa quasi inefficace.Per concludere possiamo forse, in questo nuovo fenomeno, leggere più cose: la velocità con cui il mondo cambia e i nuovi linguaggi tecnologici non consentono la fermezza e la conservazione integrale dei metodi di approccio classici, ma viene richiesto implicitamente, da parte dell’utenza, un continuo aggiornamento sul livello, sia della consapevolezza, sia dell’offerta di modelli operativi sempre più evoluti, anche per comprendere meglio come i Disturbi Psicologici, o disagi, cambino sia nella forma che nella manifestazione del sintomo, stando loro stessi, per primi, al passo coi tempi.

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