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Come aiutare
Per familiari e amici
E se nega? | E se nega? |
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di Paola Bianchini
Quando la ragazza nega in maniera così evidente, c’è troppo poco spazio per poter negoziare una cura, i vantaggi dell’entrata nel disturbo restano ancora molto evidenti, di contro gli svantaggi appaiono come insostenibili; quindi è chiaro che alzino un muro da opporre a chiunque voglia intaccare quell’oasi felice che si è dimostrata il sintomo; nel sintomo hanno trovato esilio tutti i problemi, le ansie, le angosce che altrimenti sarebbero risultate devastanti per l’identità, il sintomo è una corazza e una protezione alle richieste interiori e verso il debito che si nutre con il mondo. Reclamare bussando alla loro porta, è inutile, bisogna preparare un terreno in grado di accogliere una nuova e rinnovata richiesta di salute verso l’esistente. Le ragioni dell’ossessione sono sempre più forti di qualsiasi argomento di ragione, questo è importante chiarirlo, per questo restano vani i tentativi di fare un testa a testa con la malattia, bisogna aggirare l’ostacolo, trovare degli argomenti che preparino alle demolizione delle ragioni del disturbo, e poi, giorno dopo giorno, come la famosa goccia che scava la pietra, aprirsi un varco e riallacciare un dialogo. Le parole possono farti ammalare, ci dice Viola, una nostra paziente: le parole possono farti ammalare, le parole sono sempre più delle parole, sono troppo piene o troppo vuote qui ho capito che le parole possono farti guarire. Le parole di cui si è fidata nel suo percorso terapeutico, non consolano, sono forti, a volte dure, impegnano, ma l’uso che ne ha fatto ha trasformato il suo mondo. Sono, le sue, parole meditate, sofferte, nessuna è passata immunemente nella vita, per questo ha dovuto aspettare, qualcosa di lei è morto per far posto al nuovo. Un nuovo linguaggio prepara l’uscita dal pensiero ossessivo; ammette la possibilità di cambiamento, sfidando la griglia interpretativa che irrigidisce ogni apertura verso il mondo.Per guarire bisogna mettere in discussione quelle idee che sembrano ovvie, naturali; mettendole alla prova, qualche cosa si incrinerà, rivelando come un sistema perfetto, in grado di proteggere dall’esistenza, si dimostri fallimentare, chiuso, ottuso nei suoi criteri interpretativi. Ogni giorno inforchiamo degli occhiali per interpretare la vita, ne abbiamo bisogno per orientarci; l’uomo a differenza dell’animale non dispone di un patrimonio istintuale in grado di garantirgli la sopravvivenza: l’animale non pensa ciò che vive, l’uomo deve pensare per vivere. In questa zona operano le nostre visioni del mondo, le nostre scelte. Cosa siamo stati in grado di domandarci deciderà di che tipo di persona e di vita scegliamo. tratto da: IL VASO DI PANDORA Disturbo del Comportamento Alimentare: guida per familiari, amici, insegnanti e pazienti, Pubblicazione a cura di CESVOL, centro servizio per il volontariato Perugia, 2008
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