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Percezione corporea
Scritto da Ameya G. Canovi   
Indice articolo
Autolesionismo
Pagina 2

stomaco stiro.jpgDipendere da qualcosa o da qualcuno e credere di non potere vivere senza...è essere distanti da se stessi


AUTOLESIONISMO


Ricevo in messaggio privato, e ringrazio Una Ragazza per quanto qui coraggiosamente racconta. C'è molto dolore dietro a queste pratiche di autolesionismo. Occorre sapere, parlarne, è una realtà. Questo accade a molte adolescenti, è indice di disagio profondo, un sintomo sociale. Chiudere gli occhi, o giudicare non serve. Prendiamo atto che accade,  il dolore altrui spaventa, va in risonanza con le nostre ferite nascoste, ancora irrisolte. Ascoltiamo:

"L'autolesionismo è una cosa che ha iniziato a far parte della mia vita inconspevolmente fin da quando ero più piccola: a 10 anni, dopo la morte di una persona a cui tenevo molto, ho iniziato a non mangiare più o mangiare poco ed inoltre nei miei momenti di nervosismo di nascosto iniziavo sbattere la testa contro il muro. Lo facevo per rabbia e mi "liberava" da tutto lo stress che avevo addosso. Dopo qualche tempo ho smesso, ma l'autolesionismo è comunque rientrato nella mia vita sotto altre forme.
Pochi mesi dopo aver compiuto 15 anni, in seguito ad un abuso sessuale ho iniziato a non mangiare più. In un mese persi 5 chili, ricominciai delle volte a sbattere la testa al muro...e nel frattempo senza accorgermene mi ritrovai con l'incubo del cibo. Poi scoprii le forbici e successivamente la lametta. E' successo svariate volte in cui mi incidevo sulla pancia sperando di poter togliere tutto quel grasso (fortunatamente non l'ho mai fatto così a fondo da lasciare segni permanenti), inoltre mi tagliavo sulle braccia anche se spesso preferivo le gambe: un posto più coperto e meno pericoloso. Avevo iniziato a tagliarmi appena sgarravo con il cibo o in qualsiasi momento mi ritrovassi a pensare al giorno dell'abuso e a quanto sono stata stupida. E' la sensazione di libertà e il sentirsi viva, come lei stessa ha detto, che mi portava a farlo svariate volte durante la settimana...è la vista del sangue che da' soddisfazione. Ora come ora ho diminuito molto questa pratica, anche se nei momenti più difficili mi capita ancora di cedere e farmi qualche graffio. Ammetto che spesso in momenti di nervosismo mi ritrovo a mordermi la mano senza neanche accorgermene e che per scaricare il mio stress prendo a pugni spesso porte o muri provocandomi lividi ma non la vedo come forma di autolesionismo.
L'autolesionismo lo vedo con un momento di sfogo nella propria solitudine: sei consapevole del fatto che il mondo non si accorge di te e fai qualcosa che dimostri almeno a te stessa che anche se nessuno si accorge che esisti, te sei viva e nonostante tutto ancora respiri."
Una Ragazza



 
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Sento di aver bisogno di un appoggio

anna3.jpgRispondo in qualche modo a coloro che per aiutarti ti dicono "devi impegnarti!" oppure "se vuoi ce la puoi fare"... senza comprendere che nei disturbi alimentari non si tratta di fare un atto di volontà. personalmente mi sono colpevolizzata a lungo, sentendomi una persona senza spina dorsale, senza capacità decisionale. L'unica cosa che possiamo fare è agire su noi stessi, costruendoci a poco a poco, cercando di diventare la persona che piace di più a noi stessi e non agli altri... indipendentemente dagli uomini, dai genitori, dagli amici. ognuno ha degli strumenti solo suoi, una strada che va bene solo per se stesso... nel mio caso un aiuto concreto l'ho avuto diversi anni fa da una psicologa, ma ancora adesso lotto e a periodi sento di aver bisogno di un appoggio.

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