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Percezione Corporea
Identit e S | Identit e S |
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| Percezione corporea - Percezione corporea | |||||
| Scritto da Chiara Rizzello | |||||
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Come si costruisce l'identità personale ed il concetto di sé e perchè questo processo di costruzione può portare ad una percezione corporea errata.
Una definizione a parer mio molto convincente è quella di matrice sociologica, ormai diventata uno dei cardini portanti degli studi sull'individuo visto come essere sociale. Mi riferisco al concetto del LOOKING GLASS SELF(Cooley, 1902): NOI ci percepiamo come GLI ALTRI CI RISPECCHIANO La nostra identità personale non è data alla nascita ma si costruisce e modifica ogni giorno e ad ogni interazione sociale tramite i rimandi che le persone con cui interagiamo danno di noi. Non sarebbe poi tanto strano, dunque, che una persona che fin da piccola è stata definita apertamente "obesa", "cicciottella", "rotonda", finirà inevitabilmente per percepirsi tale non solo visivamente; queste definizioni date su di sè dagli altri entreranno a far parte del nucleo più profondo dell'identità e ne diventeranno parte integrante a tal punto che la loro rimozione sarà poi difficilissima anche in assenza di un vero e proprio sovrappeso reale. Togliersi l'idea di essere rotondi dunque significa destrutturare una parte identitaria dovendone formare una nuova. Ora, vi sono parti dell'identità personale che sono PERMANENTI: il sesso, la razza, la cultura d'origine ad esempio. La maggior parte delle costituenti però NON E' PERMANENTE: il lavoro svolto, il luogo di abitazione, la condizione economica o l'aspetto fisico. Così come un manager che va in pensione avrà una crisi identitaria dovuta al repentino cambiamento di status sociale ed al fatto che aveva integrato nella sua identità il fatto di essere un manager appunto, anche una persona da sempre e da tutti definita rotonda può interiorizzare in maniera eccessiva questa definizione, esserne in qualche modo pervasa e non riuscire a liberarsene facilmente. Le ricadute sul comportamento sono immediate ed evidenti: vedendosi enormi, ci si comporta di conseguenza e si agisce come se lo fossimo davvero (ciò è molto evidente ad esempio nella patologia anoressica, dove la persona si vede enorme e perciò si comporta di conseguenza, non cibandosi per dimagrire). Modificare questa dis-percezione soggettiva è un compito arduo ma possibile. Liberarsi da un immagine mentale erronea e dannosa è però la chiave di volta per accedere ad un cammino di recupero del sè, un concetto di sè più aderente al vero, un concetto di sè più onesto con noi stesse, che ci restituisca la persona che siamo davvero, quella che davvero sentiamo di voler essere e non quella che gli altri ci hanno costruito attorno.
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