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Progetto "Vetrina Vivente" (BZ) PDF Stampa E-mail


 

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La bellezza ideale è cambiata nel corso dei secoli, ma un ideale c’è sempre stato. L’ideale dei giorni nostri ha però una particolarità rispetto al passato: non c’è mai stato prima un’ideale di bellezza così lontano dalla realtà. La tecnologia ci ha dato modo di fondere realtà e finzione, facendo sì che la bellezza proposta dai media e quindi ammirata e rincorsa soprattutto dalle e dai giovani, sia in gran parte irraggiungibile, perché inesistente.

 

Alle giovani e ai giovani piace la moda. Ognuno di loro è diversa/o nel proprio aspetto e nel proprio essere e vorrebbe sottolineare la propria particolarità attraverso un proprio stile.

Con la nostra iniziativa non vorremmo criticare questo bisogno di rappresentazione, ma usare la rappresentazione per sottolineare la diversità. Vorremmo trasmettere alle/ai giovani partecipanti, che poi si faranno moltiplicatrici e moltiplicatori durante l’iniziativa, che vale più la pena ammirare e gioire della nostra diversità e varietà, che non spendere energia individuale e collettiva per avvicinarsi ad uno stereotipo ideale.

La differenza tra figura ideale femminile e misure reali delle donne, secondo la British Medical Association, non è mai stata così grande. Il peso medio delle modelle fotografate dai giornali è inferiore del 20% rispetto al peso medio della popolazione. Questo trend lo si ritrova anche nei manichini che indossano gli abiti in vetrina. Secondo un gruppo di ricercatori finlandesi la circonferenza dei manichini femminili è progressivamente diminuita negli ultimi 50 anni: I manichini hanno un girovita che è inferiore di 13,5 cm rispetto alla media reale e la circonferenza delle loro cosce misura in media 10 cm in meno di quella delle donne reali. Se le donne avessero le misure dei manichini che vediamo abitualmente in vetrina, molte di loro non potrebbero avere funzioni corporee normali, quali le mestruazioni o una gravidanza. Secondo gli standard dell’OMS risulterebbero denutrite.

Il confronto quotidiano con modelle sottopeso e taglie minute fa crescere soprattutto nelle giovani donne la sensazione di essere troppo grasse o comunque non adeguate e non corrispondenti alle norme vigenti. Ne consegue una vasta scontentezza, che molte cercano di attutire con comportamenti alimentari malsani.

Anche gli uomini, pur in modo meno eccessivo, vengono confrontati quotidianamente con stereotipi ideali poco reali. I manichini maschili hanno in media le circonferenze del torace, del collo e della coscia più grosse degli uomini viventi. Negli uomini è spesso l’ambizione ad avere un corpo muscoloso che fa slittare in comportamenti alimentari poco sani.

Descrizione dell’iniziativa:

In collaborazione con un negozio particolarmente amato dai giovani, Àttic sito in Corso Libertà, e con una classe di scuola superiore di Bolzano, verrà allestita una vetrina vivente per una mezza giornata. Nelle vicinanze i/le passanti verranno informate sul perché dell’iniziativa.

Perché tutto ciò?

  • per offrire alla gente normale che compra i vestiti nei negozi un’identificazione con misure corporee varie e multiformi

  • per far prendere coscienza sull’artificialità ed irrealtà delle misure corporee proposte abitualmente dalla moda, anche attraverso i manichini

  • per animare alla critica nei confronti di stereotipi uniformi di bellezza, sia maschile che femminile

  • per trasmettere informazioni sui disturbi del comportamento alimentare.

  • per animare alla riflessione: Chi decide cosa è bello? La bellezza è un concetto individuale o è imposto pubblicamente?

  • per sostenere le e i giovani partecipanti a rappresentare il proprio corpo in maniera divertente, giocosa, sottolineandone le diversità e usando la propria capacità di espressione.

Le studentesse e gli studenti verranno accompagnate/i da collaboratrici dell’INFES, che hanno lavorato con loro ad una criticità nei confronti di stereotipi ideali di magrezza, cercando di incentivare nei ragazzi e ragazze processi di autoconsapevolezza e anche di rinforzo dell’autostima attraverso la comunicazione.

Una consulente di Styling ha aiutato ragazzi e ragazze nella ricerca di un proprio stile, usando la moda con autodeterminazione.

 

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Realizzato da Infes, Bolzano

referente: Raffaella Vanzetta

 

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Cara Chiaretta...in questo periodo sto camminando...sempre a testa alta,in modo da non perdermi nulla di ciò che incontro...e riesco a intravedere un paesino...un paesino che nessuno conosce.Anche se è ancora un pò lontano,non importa...vale la pena di camminare ancora...perchè arrivata a quel paesino,possa girare la testa e rendermi conto di quanto ho camminato,di quanto è stata dura e di quello che ho visto...ed essere ancora più orgogliosa di me stessa!
Piciola82
 

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