Briciole di Pane - Uscire dai disturbi del comportamento alimentare possibile

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Guarire
Scritto da Michela B.   

im000412.jpgSono stata ufficialmente ammalata di anoressia con tanto di diagnosi per cinque lunghi anni, in realtà da sempre avverto dentro di me quella ferita dei “non amati”, parafrasando un bellissimo libro Schellenbaum, e la ripropongo inesorabilmente nei rapporti con gli altri.


Sono fuggita accusando gli altri di farlo, ho rasato tutti i capelli affinchè le persone mi guardassero negli occhi, sono arrivata a pesare 28 Kili per palesare il mio male d’amore ma finchè non ho fatto i conti con me stessa e non ho perdonato me per il fatto di non essere stata amata, l’aumento di peso, una vita apparentemente normale, un corpo apparentemente sano, l’alimentazione ipocalorica occultata dietro presunte e improbabili allergie alimentari, non sono riusciti a fagocitare quella sofferenza che ha sempre dilaniato le mie giornate: tenere una conferenza, passare una bella giornata al mare, ma nella stessa giornata contare i biscottini a colazione col terrore che uno in più possa farmi sentire in colpa durante l’intera giornata e non ascoltare la fame, il mio corpo, al punto che anche lui ha smesso di parlarmi, forse alla ricerca disperata di un approccio diverso con me.

    Il corpo, del resto è più intelligente delle nostre lucubrazioni mentali - uno dei miei psicoanalisti mi suggerì di pensare la mia mente come  “la pazza del piano superiore,”-e per anni ho avuto la sensazione di essere il capitano di una nave in balia delle onde, i cui ingranaggi continuavano inesorabilmente a funzionare nonostante fosse completamente fuori rotta.

     Un barlume di speranza ha squarciato a volte le mie giornate, ma poi il vuoto è tornato più grande e incolmabile di prima. Il mio peggiore nemico: la paura di amare e non essere amata. E se è vero che la paura salvaguarda e il panico blocca, alla fine ho provato il panico di essermi rinchiusa in un’ampolla di vetro che avevo frapposto tra me e il mondo esterno, nel tentativo estremo di  uscire incolume dal confronto con la realtà.

     Non so individuare esattamente il momento in cui ho deciso di ricominciare a vivere, forse solo quando sono riuscita appena a spostare l’attenzione da me all’altro, unica conferma che noi esistiamo davvero. Neanche davanti al pianto di una mia “nonna adottiva” che mi spiegava come per chi mi amasse , la mia fosse un continuo assistere a una sorta di roulette russa, in cui prima o poi sarebbe partito il colpo mortale, l’ampolla si ruppe.

              Alla nascita di una mia cuginetta, arrivai a pensare che potevo anche morire e passare il testimone  a quella che sarebbe stata, e, di fatto è, una bambina affettivamente sana.

               Deve essere stato quell’assurdo contenitore del mio corpo a pregarmi di vivere, perché aveva ancora voglia di vivere, camminare, di amare ,e, se ho sempre evitato di entrare nei siti sull’anoressia, perché le etichette e i giudizi mi atterriscono da sempre, oggi sono riuscita a farlo perché ho ricevuto un bellissimo e inaspettato messaggio d’amore da una persona che è al mio fianco da sempre, ma di cui io mi sono accorta solo da qualche mese.
E solo ora mi sono ricordata di aver mangiato due cucchiaini di cioccolata di soya senza che il senso di colpa mi guastasse l’intera giornata.

   Forse domani, avrò di nuovo paura di un fagiolino di troppo, ma oggi mi sento viva perché un raggio di sole ha di nuovo invaso la mia vita e aspetta solo che, a piccoli passi, io spalanchi la finestra e lasci entrare il calore del sole.

              Secondo Galimberti, solo nell’amore dell’altro, in fondo, riusciamo ad amare noi stessi, e per quanto le mie insicurezze siano diminuite nel corso degli anni, ho avuto bisogno che il calore di un abbraccio vero mi riconciliasse con la voglia di vivere e col mondo intero.

Michela B. 34 anni- FIRENZE

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Non riuscirai...

 

piuma1.jpg"Non riuscirai mai, in nessun modo, a utilizzare la perdita di peso per risolvere problemi che non hanno niente a che vedere con il tuo peso. Quando avrai raggiunto il tuo peso-obiettivo, dovrai pur sempre vivere con te stesso e avere a che fare con i tuoi problemi. Avrai sempre gli stessi genitori, lo stesso marito, lo stesso lavoro, gli stessi figli. Perdere peso non è una cura per la vita"


P. C. McGraw

 

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