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...ore 20.30 sono davanti all'ingresso del teatro mi accingo ad entrare ...guardandomi in giro....sì non nascondo che sono curiosa di vedere chi ci sarà ad assistere a questo spettacolo....che ritengo un qualcosa di quasi intimo...ho come la sensazione di dovermi presentare a tutti....per cercare di entrare in relazione con loro.....perchè...boh...so che stasera verranno messe a nudo tante parti di me....
....entro, mi danno il numero del posto...decido di accomodarmi subito..
...."La bambina con la pelliccia" (di anoressia si può guarire)
si spengono le luci....ok...si inizia...
La scenografia è semplice: un lavandino in fondo alla scena, una poltrona a destra del palco e una sedia a sinistra, più pochi oggetti sparsi...un cappello, degli abiti da uomo, una marionetta a forma di pecora, una radio, una vasca con dei pesci rossi ed un telefono...
La protagonista di questa storia, è una donna incinta di quattro mesi, e lo dichiara fin dall’inizio intessendo un dialogo con la sua pancia, e creando così una relazione a tre dove io e il resto del pubblico diventiamo spettatori attenti e profondamente partecipi.
Attraverso un susseguirsi d’immagini, ricordi e memorie la nostra protagonista rivive la sua adolescenza, il trauma dell’inaspettato cambiamento del proprio corpo, la relazione con una madre assente, l’abuso subito a nove anni, la perdita del padre, il calvario del Sintomo, il tutto narrato e vissuto dalla sua condizione presente di mamma, di donna che ha scelto la vita rinascendo in se stessa.
La pancia ha in questo lavoro un valore simbolico molteplice, poiché non solo racconta lo stato di futura madre della protagonista, ma esprime in modo dirompente tutta la forza di una vita che ora cresce dove prima non c’era nient’altro se non il vuoto, un vuoto incolmabile che nascondeva una richiesta silenziosa d’aiuto, un bisogno d’affetto e d’attenzione messo a tacere dai crampi della fame, da quantità smisurate di cibo immediatamente rimosso procurandosi il vomito...
Sul palcoscenico, Federica Bognetti...la nostra protagonista è l’interprete di tutti i personaggi: è ora la Madre Assoluta, ora Jennifer, la ragazzina adolescente, ora il padre che su di lei commette abusi.
...non ci sono commenti uno spettacolo forte e vero.....ogni gesto...ogni sguardo....ti entra dentro e lo sentoi come se lo avessi vissuto tu...ma forse perchè è così....perchè tu sai cosa vuol dire...ogni parola...ogni gesto...ogni sguardo...
Lo spettacolo è una porta socchiusa su una vita che stava per coincidere con la morte, uno sguardo presente sulla storia di una donna che ha scelto di guarire fidandosi di chi ha voluto e saputo ascoltarla e prima ancora fidandosi di se stessa.
....serata forte ma che ....beh ne avevo bisogno....di sentirmi come capita....come seduta in un posto comodo intimo.....come se in quel monologo ci fossi davvero anche io....come se anche io stessi parlando...le lacrime agli occhi in molti punti.....la commozione che non si è trattenuta....fino all'applauso finale....quasi come silenzioso.....ma lungo...forte deciso.....vero...
scritto da bimbadeifiori
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